Carissimi fratelli e sorelle,
il Vangelo di oggi inizia con un'immagine molto bella e commovente. San Matteo ci dice che Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione. Perché? Perché le persone erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.
La parola "compassione" nel Vangelo non significa solo avere pena. Significa sentire il dolore dell'altro nel profondo del cuore. Gesù guarda il mondo, guarda ognuno di noi, e sente il nostro dolore, la nostra stanchezza e le nostre ferite. La nostra missione come cattolici inizia proprio da qui: dallo sguardo d'amore di Gesù.
1. Scelti per puro amore
Come risponde Dio alla sofferenza del mondo? La prima lettura ci ricorda la storia del popolo d'Israele. Dio dice: "Io vi ho sollevati su ali di aquile e vi ho portati vicino a me".
Dio non ha scelto Israele perché era un popolo forte, ricco o perfetto. Lo ha scelto solo per amore. Anche San Paolo, nella seconda lettura, dice una cosa bellissima: "Cristo è morto per noi quando eravamo ancora peccatori".
Questo è il centro della nostra fede:
Noi non dobbiamo "comprare" l'amore di Dio.
Noi non guadagniamo la salvezza con le nostre forze.
Dio ci ama per primo, gratuitamente.
2. La strategia di Gesù: Prima la preghiera
Davanti a tante persone che soffrono, Gesù non organizza un piano politico o sociale. Lui propone una strategia spirituale: "La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe".
Prima di fare qualsiasi cosa, Gesù ci chiede di pregare. Perché? Perché la missione è di Dio, non è nostra.
Fare tante cose senza preghiera ci fa stancare.
Lavorare senza l'amicizia con Dio diventa inutile.
Dobbiamo prima stare davanti a Dio nella preghiera, e poi possiamo andare nel mondo.
3. Chiamati per nome per guarire il mondo
Subito dopo aver chiesto di pregare, Gesù agisce. Chiama i suoi dodici discepoli e li trasforma in Apostoli. La parola "Apostolo" significa "persona mandata".
Il Vangelo elenca tutti i loro nomi: Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, fino a Giuda Iscariota. Questo elenco ci insegna due cose importanti:
Dio ci chiama per nome: Lui conosce la tua storia, il tuo nome e la tua vita.
Dio chiama persone imperfette: Tra i dodici c'erano pescatori semplici, un esattore delle tasse (Matteo) e persino l'uomo che lo avrebbe tradito.
Gesù dà a queste persone imperfette il suo potere di guarire e di scacciare il male. E dice loro: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".
Conclusione: Oggi gli operai siamo noi
Fratelli e sorelle, il mondo di oggi è uguale al mondo di duemila anni fa. Fuori dalla nostra chiesa ci sono molte persone "stanche e sfinite". Persone che cercano la felicità nei posti sbagliati e che si sentono sole.
Oggi Gesù guarda la nostra città con la stessa compassione. Poi, guarda noi. Con il nostro Battesimo, noi siamo la risposta alla sua preghiera. Noi siamo gli operai che Lui manda a lavorare.
In questa Messa abbiamo ricevuto gratis la misericordia di Dio e l'Eucaristia. Questa settimana, Gesù ci manda nelle nostre case e nel nostro lavoro per portare questi doni agli altri. Non teniamo questo amore solo per noi; diventiamo le mani di Gesù che guariscono il mondo.
SIA LODATO GESU CRISTO…………..
don. Emmanuel Onunkwo
San Leopoldo Mandic, Mirano & San Silvestro Papa, Vetrego – Venezia, Italia
14th June, 2026


