Fratelli e sorelle,
Abbiamo iniziato questa celebrazione nel buio e nel silenzio. È il buio che spesso sentiamo dentro di noi: il buio della stanchezza, delle preoccupazioni per il futuro, o il dolore per chi non è più con noi. Ma poi, un piccolo fuoco è stato acceso.
Abbiamo visto quella luce passare di candela in candela, illuminando i nostri volti. Questa è la Pasqua: è la risposta di Dio alle nostre tenebre. Non è solo il ricordo di un fatto avvenuto duemila anni fa; è un evento che accade qui, stasera, per ognuno di noi. Cristo è la luce che nessuna oscurità può spegnere.
Abbiamo ascoltato le letture della Bibbia, percorrendo la lunga storia della salvezza. Abbiamo visto Dio creare il mondo per amore, liberare il suo popolo dalla schiavitù e promettere un cuore nuovo attraverso i profeti. Stasera capiamo che Dio non è un Dio che fa promesse e poi se ne dimentica. La Risurrezione di Gesù è il "Sì" definitivo di Dio all'umanità. È come se Dio ci dicesse: "Vedi? Avevo promesso che la vita avrebbe vinto, ed eccola qui. L'amore è più forte della morte".
Nel Vangelo abbiamo incontrato le donne che andavano al sepolcro di buon mattino. Erano triste e preoccupate. Si facevano una domanda molto pratica: "Chi ci rotolerà via la pietra dall'ingresso del sepolcro?". Quella pietra era enorme, pesante, impossibile da spostare per loro.
Spesso anche noi ci sentiamo così. Sentiamo pietre pesanti sul cuore: la pietra di un peccato che ci tormenta, la pietra di una malattia, o la pietra della rassegnazione che ci fa dire "tanto non cambierà mai nulla".
Ma arrivando al sepolcro, le donne videro che la pietra era già stata ribaltata. Ecco l'annuncio di stasera: Dio ha già rotolato via la pietra! Non siamo noi a dover compiere l'impossibile; è Dio che interviene e riapre strade che sembravano chiuse per sempre.
L'angelo dice alle donne: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo?". Questo è un invito anche per noi. Non cerchiamo la felicità nelle cose morte: nei rancori, nel passato, nelle cose materiali che svaniscono. Gesù è il Vivente! Egli ci precede in "Galilea", cioè nella nostra vita di tutti i giorni. Lo troveremo domani a tavola con la famiglia, lo troveremo lunedì al lavoro o a scuola. Non è rimasto chiuso in una chiesa o in un libro; cammina con noi, ci parla, ci sostiene nelle fatiche quotidiane.
Tra poco rinnoveremo le promesse del nostro Battesimo. Spegneremo simbolicamente l'uomo vecchio per lasciare spazio alla luce di Cristo. Uscendo da questa chiesa, portiamo con noi questa certezza: la morte non ha l'ultima parola. Il male non vincerà. Andate a casa e portate un sorriso a chi è triste, una parola di speranza a chi è scoraggiato.
Fratelli e sorelle, stasera non siamo qui per ricordare un anniversario o una bella storia del passato. Siamo qui perché è avvenuta un'esplosione. Nel silenzio profondo della notte, quando tutto sembrava finito e la morte pareva aver vinto, è accaduto l'impossibile: la Vita è esplosa dall'interno della terra. Il sepolcro non è rimasto vuoto perché qualcuno ha portato via un corpo, ma perché quel corpo è diventato Luce. Cristo non è "tornato in vita" come Lazzaro per morire di nuovo; Cristo è passato oltre la morte, aprendo una breccia nel muro del tempo e dello spazio.
SIA LODATO GESU CRISTO..............



